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domenica 8 dicembre 2013
martedì 3 dicembre 2013
domenica 1 dicembre 2013
Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?
Che cos'è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di
sé ad un’altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci
sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti
tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i
nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito
del cuore diventano tutt'uno, fissa quell'istante magico nell'eterno.
Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l’anima e rivela ciò
che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un
abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa
continuare il proprio cammino meno solo.
(Pablo Neruda)
lunedì 25 novembre 2013
Avete
preso lezioni solo da quelli che vi hanno ammirato, trattato con tenerezza
e vi hanno lasciato la via libera?
Non avete appreso anche grandi lezioni
da quelli che vi rifiutano e che si oppongono a voi ostinatamente o che vi
trattano con disprezzo o che vi contendono il passaggio?
(Walt
Whitman)
domenica 17 novembre 2013
mercoledì 23 ottobre 2013
Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro.
Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.
Questa tecnica è chiamata “Kintsugi.” Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. “Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perché il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita.La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto……questa tecnica si chiama “amore”. Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore fa due cose: Ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o nell’altro. I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa – e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.
Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.
Questa tecnica è chiamata “Kintsugi.” Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. “Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perché il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita.La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto……questa tecnica si chiama “amore”. Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore fa due cose: Ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o nell’altro. I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa – e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.
Grazie alla pagina Facebook biologico e a Viola Graziosi
domenica 15 settembre 2013
martedì 3 settembre 2013
lunedì 22 luglio 2013
sabato 6 luglio 2013
Sabbia e vento
Qualche volta il destino assomiglia a una
tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso.
Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti
meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento
cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte,
come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché
quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te.
È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che
puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo
forte gli occhi per non far entrare la sabbia.
(Haruki Murakami)
(Haruki Murakami)
martedì 25 giugno 2013
Rousseau: «Vi piacciono i gatti?»
Boswell: «No.»
Rousseau: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali.»
Boswell: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini.»
Rousseau: «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce.»
(da Visita a Rousseau e a Voltaire di James Boswell, p. 72-73)
Boswell: «No.»
Rousseau: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali.»
Boswell: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini.»
Rousseau: «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce.»
(da Visita a Rousseau e a Voltaire di James Boswell, p. 72-73)
sabato 15 giugno 2013
Quanti
"Ariete" sono necessari per cambiare una lampadina?Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.
Quanti "Toro" sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.
Quanti "Gemelli" sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al week-end, ma
alla fine la lampadina è al centro dell'attenzione, parla
francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.
Quanti "Cancro" sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.
Quanti "Leone" sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene
ferme mentre il mondo gira intorno a lui.
Quanti "Vergine" sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro
per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e
della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la
colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro
per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e
della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la
colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.
Quanti "Bilancia" sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei. ..penso che dipenda da quando la lampadina
ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta
di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa
dove trovare una lampadina nuova. E quale sarà la migliore? molti
dubbi e molte ansie!
Quanti "Scorpione" ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?
Quanti "Sagittario" sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c'è bel tempo, abbiamo tutta la
vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?
In realtà non saprei. ..penso che dipenda da quando la lampadina
ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta
di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa
dove trovare una lampadina nuova. E quale sarà la migliore? molti
dubbi e molte ansie!
Quanti "Scorpione" ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?
Quanti "Sagittario" sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c'è bel tempo, abbiamo tutta la
vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?
Quanti "Capricorno" sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine
perché con una buona e sana chiacchierata la lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine
perché con una buona e sana chiacchierata la lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.
Quanti "Acquario" sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l'unico capace di ridare la luce al mondo.
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l'unico capace di ridare la luce al mondo.
Quanti "Pesci" sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?
Perché, è forse mancata la luce?
domenica 26 maggio 2013
Un aforisma è uno squarcio di
vita vissuta, desiderata, sofferta; è un susseguirsi di sillabe
racchiuse tra le parentesi della mente e del cuore. La trasposizione su
carta di una parte di se stessi e delle proprie esperienze, quella parte
rovente, taciuta sotto la pelle e che spesso, per continuare a vivere,
tentiamo di nascondere persino a noi stessi.domenica 5 maggio 2013
La
scelta c'è dove c'è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c'è necessità di scelta, c'è azione. Penso che molti problemi scaturiscano dal dire che siamo liberi di scegliere, che la scelta significa libertà. Al contrario, io direi che la scelta significa una mente confusa, e perciò non libera.
(Jiddu Krishnamurti)
domenica 21 aprile 2013
Mentre
attendi un tempo migliore guardi fuori dalla finestra e piove. Anziché
aspettare che spiova prova a goderti l'attesa come se non stessi aspettando
niente all'infuori di te stessa. E non prenderlo come un ossequio alla vanità
se anziché contare le gocce ti guarderai allo specchio e sorridendo ti
basterai, basterai alla tua intimità, alla delicatezza del tuo sguardo. Perché
soltanto allora, solo allora cambierà il tempo, persino quando la pioggia ti
sorprenderà ancora. E quando finalmente ritrovi te stessa ti basterà salire su
un muretto per riconquistare il tuo tramonto.(Massimo Bisotti)
martedì 16 aprile 2013
mercoledì 3 aprile 2013
giovedì 21 marzo 2013
Non disprezzare il
poco, il meno, il non abbastanza, l’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza
Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza
(Stefano Benni)
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza
Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza
(Stefano Benni)
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