Avrei potuto": non riusciremo mai a comprendere il significato di questa frase. Perché in ogni momento della nostra vita ci sono cose che sarebbero potute accadere, ma che alla fine non sono avvenute. Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all'improvviso, la mano del destino muta il nostro universo. (Paulo Coelho)Pagine
sabato 10 gennaio 2015
Avrei potuto": non riusciremo mai a comprendere il significato di questa frase. Perché in ogni momento della nostra vita ci sono cose che sarebbero potute accadere, ma che alla fine non sono avvenute. Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all'improvviso, la mano del destino muta il nostro universo. (Paulo Coelho)martedì 16 dicembre 2014
Per affrontare la vita hai
bisogno di quattro elementi fondamentali: la paura, il coraggio, la forza e
la saggezza. La paura è necessaria perché se
non hai paura non tiri fuori il coraggio. Se non hai il coraggio non potrai
mai conoscere la tua forza ed infine se non hai la saggezza, non potrai fare
buon uso della forza. (Alessia S. Lorenzi)
mercoledì 3 dicembre 2014
Comunicare.
È la prima cosa che impariamo davvero nella vita.
La cosa buffa è che più noi cresciamo, impariamo le parole e cominciamo a
parlare e più diventa difficile sapere cosa dire, o peggio ottenere quello che
davvero vogliamo.
...
E alla fine della giornata ci sono delle cose delle quali non si può fare a
meno di parlare. Certe cose semplicemente non vogliamo sentirle, e altre le
diciamo perché non possiamo più tenerle dentro. Per
certe cose non servono parole, certe cose si fanno e basta.Alcune
cose si dicono perché non si ha altra scelta.E
alcune cose le lasciamo dentro noi stessi.E
non accade molto spesso ma di tanto in tanto alcune cose semplicemente parlano
da sole.
(Grey's Anatomy)
(Grey's Anatomy)
domenica 23 novembre 2014
E ogni tanto
ripenso a quando ero bambino.
Quando il problema più grande era scegliere a che gioco giocare. Quando si era tutti amici, senza odi e rancori. Quando per fare pace bastava un mignolino. Quando era tutto più semplice. E allora mi rendo conto che le ginocchia sbucciate, non facevano poi così male.
(P. Knight)
martedì 11 novembre 2014
martedì 9 settembre 2014
“Sono arrivato alla fine ad essere quello che avrei voluto essere da grande: un bambino.”
(Joseph Heller)
(Joseph Heller)
giovedì 24 luglio 2014
domenica 20 luglio 2014
La risposta: sono la somma di
tutto ciò che è accaduto prima di me, di tutto ciò che mi si è visto fare, di
tutto ciò che mi è stato fatto.
Sono ogni persona e ogni cosa il
cui essere al mondo è stato toccato dal mio.
Sono tutto quello che accade dopo
che me ne sono andato e che non sarebbe accaduto se io non fossi venuto. E ciò
non mi rende particolarmente eccezionale; ogni “io”, ognuno di noi che siamo
ora più di seicento milioni, contiene una simile moltitudine.
Lo ripeto per l’ultima volta: se
volete capirmi, dovrete inghiottire un mondo.
(Salman Rushdie)
mercoledì 16 luglio 2014
martedì 8 luglio 2014
domenica 15 giugno 2014
L'amore è una danza, non importa
se angelica o sbilenca: funziona perché i due ballerini compiono gli stessi
passi. Appena uno dei due rallenta la falcata o ritarda il movimento, l'altro
tende istintivamente a compensare la mancanza, allungando o accelerando le
proprie mosse. Ma così facendo l'armonia si rompe e i danzatori finiscono per
staccarsi, non prima di essersi pestati maldestramente i piedi.
(Massimo Gramellini)
domenica 8 giugno 2014
Lasciar andare non significa non interessarsi,
ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri.
Lasciar andare non significa fregarsene,
ma lasciare che l’esperienza sia consigliera, non le parole.
Lasciar andare non è vittimismo,
ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi.
Lasciar andare non corrisponde ad una critica,
ma ad un atto di estrema fiducia.
Lasciar andare non è imporre nuove catene,
ma permettere alla libertà di ognuno di esprimersi.
Lasciar andare non è ancorarsi al passato,
ma vivere pienamente un nuovo futuro.
Lasciar andare non è un atto egoistico,
ma è il coraggio di scoprire il nuovo che si svela di fronte a noi.
Lasciare andare non è dominio e controllo,
ma un atto i fede perché la vita si sveli.
Lasciar andare non è cedere ai fardelli della vita,
ma credere che siamo nati per uno scopo elevato.
Lasciar andare non è soffrire,
ma permettere alla gioia di abitare in noi.
Lasciar andare non è di domani,
ma è di un oggi che aspetta di essere vissuto.
Lasciar andare… libera, purifica, migliora… lasciare andare… è accogliere la gioia.
ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri.
Lasciar andare non significa fregarsene,
ma lasciare che l’esperienza sia consigliera, non le parole.
Lasciar andare non è vittimismo,
ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi.
Lasciar andare non corrisponde ad una critica,
ma ad un atto di estrema fiducia.
Lasciar andare non è imporre nuove catene,
ma permettere alla libertà di ognuno di esprimersi.
Lasciar andare non è ancorarsi al passato,
ma vivere pienamente un nuovo futuro.
Lasciar andare non è un atto egoistico,
ma è il coraggio di scoprire il nuovo che si svela di fronte a noi.
Lasciare andare non è dominio e controllo,
ma un atto i fede perché la vita si sveli.
Lasciar andare non è cedere ai fardelli della vita,
ma credere che siamo nati per uno scopo elevato.
Lasciar andare non è soffrire,
ma permettere alla gioia di abitare in noi.
Lasciar andare non è di domani,
ma è di un oggi che aspetta di essere vissuto.
Lasciar andare… libera, purifica, migliora… lasciare andare… è accogliere la gioia.
(Stephen Littleword)
lunedì 17 marzo 2014
La gente di solito
pensa che il perdono sia per coloro che se lo meritano. Ma se qualcuno se lo
merita, se è degno di essere perdonato, il tuo perdono non sarà un granché. Da parte tua non stai
facendo nulla: se lo merita. Non sei veramente
l’incarnazione dell’amore e della compassione. Il tuo perdono sarà
autentico solo quando lo darai anche
a coloro che non se lo meritano. Il punto qui non è che
qualcuno sia degno oppure no. Il punto è se il tuo
cuore è pronto oppure no. (Osho Rajneesh)
lunedì 27 gennaio 2014
Una
fervente buddista si sforzava di coltivare il proprio amore per il prossimo. Ma
ogni qualvolta si recava al mercato, un commerciante le faceva proposte
indecenti.
Una
mattina piovosa, quando l’uomo la importunò ancora una volta, la donna perse il
controllo e lo ferì al viso con l’ombrello. Quello stesso pomeriggio, si recò
da un monaco e riferì l’accaduto."Mi
vergogno", disse. "Non sono riuscita a controllare il mio odio".
"Tu
hai sbagliato a odiarlo", rispose il monaco. "La prossima volta che
ti dirà qualcosa, riempi il tuo cuore di bontà. E picchialo di nuovo con il tuo
ombrello, perché questo è l’unico linguaggio che lui capisce”.
(Paulo
Coelho)
giovedì 9 gennaio 2014
Quando le cose brutte arrivano, arrivano all'improvviso, senza avvertire. È raro vedere che la catastrofe si avvicina. Non importa quanto ci prepariamo ad affrontarla. Facciamo del nostro meglio, ma a volte non è abbastanza. Allacciamo le cinture, indossiamo il casco, scegliamo strade illuminate.. cerchiamo di difenderci. Cerchiamo di proteggerci con tutte le forze, ma non fa alcuna differenza. Perché quando le cose brutte arrivano sbucano dal nulla. Le cose brutte arrivano all'improvviso, senza avvertire. Ma dimentichiamo che, a volte, arrivano così anche le cose belle.
(Grey's Anatomy)
martedì 31 dicembre 2013
Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all'astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
al'ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.
(Erri De Luca)
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all'astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
al'ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.
(Erri De Luca)
lunedì 16 dicembre 2013
domenica 15 dicembre 2013
Spesso
le persone sono molto diverse da come credi che siano. Questo perché si tende a
interpretarle con il proprio modo di pensare, con la propria sensibilità.
Bisognerebbe stare a guardarle, come si fa con una rappresentazione teatrale, senza commenti, se non alla fine, quando lo spettacolo si è concluso.
Bisognerebbe stare a guardarle, come si fa con una rappresentazione teatrale, senza commenti, se non alla fine, quando lo spettacolo si è concluso.
(E.
P. Melodia)
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