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domenica 2 gennaio 2011
mercoledì 29 dicembre 2010
Vi auguro una vita piena di ricchezza, salute e felicità; una vita in cui darete a voi stessi il dono della PAZIENZA, la virtù della RAGIONE, il valore della CONOSCENZA e l’influenza della FIDUCIA nella vostra capacità di SOGNARE e ottenere degne ricompense. (Jim Rohn)Auguri di buona Vita, Auguri di Buon Anno!
P@d
mercoledì 22 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
lunedì 20 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile.
Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada.
Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?
Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.
(Alessandro Baricco)
Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada.
Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?
Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.
(Alessandro Baricco)
martedì 14 dicembre 2010
lunedì 13 dicembre 2010
Fu l’inverno più freddo che mai. A causa del freddo morirono molti animali. I porcospini, rendendosi conto della situazione, decisero di raggrupparsi insieme. In questo modo si tapparono e si protessero, ma, anche se si scaldavano a vicenda, gli aculei di ciascuno di essi pungevano i compagni più vicini. Dopo un po’, decisero di distanziarsi e, uno dopo l’altro, separati e congelati, incominciarono a morire. Così dovettero fare una scelta: o accettare gli aculei dei loro compagni o scomparire dalla Terra. Saggiamente, decisero di riunirsi insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite causate dalla stretta vicinanza con i compagni, ma, cosa fondamentale, si scaldarono a vicenda e riuscirono a sopravvivere. Il rapporto migliore non è quello che riunisce persone perfette. Il rapporto migliore si ha quando ciascun individuo impara a vivere con le imperfezioni degli altri e può ammirare le buone qualità delle altre persone.
domenica 12 dicembre 2010
Quello che ci siamo sentiti dire da bambini: stai fermo, muoviti, fai piano, sbrigati,
non toccare, stai attento, mangia tutto,
lavati i denti, non ti sporcare, ti sei sporcato,
stai zitto, parla t’ho detto, chiedi scusa, saluta,
vieni qui, non starmi sempre intorno,
vai a giocare, non disturbare, non correre, non sudare, attento che cadi,
te l’avevo detto che cadevi, peggio per te, non stai mai attento,
non sei capace, sei troppo piccolo, lo faccio io, ormai sei grande,
vai a letto, alzati, farai tardi, ho da fare, gioca per conto tuo,
copriti, non stare al sole, non si parla con la bocca piena.
Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:
ti amo, sei bello, sono felice di averti, parliamo un po’ di te,
troviamo un po’ di tempo per noi, come ti senti, sei triste, hai paura,
perché non hai voglia, sei dolce, sei morbido e soffice, sei tenero,
raccontami, che cosa hai provato, sei felice, mi piace quando ridi,
puoi piangere se vuoi, sei scontento, cosa ti fa soffrire,
che cosa ti ha fatto arrabbiare, puoi dire tutto quello che vuoi,
ho fiducia in te, mi piaci, io ti piaccio, quanto non ti piaccio,
ti ascolto, sei innamorato, cosa ne pensi, mi piace stare con te,
ho voglia di parlarti, ho voglia di ascoltarti, quando ti senti più infelice,
mi piaci come sei, è bello stare insieme, dimmi se ho sbagliato.
Ci sono accanto a te molte persone adulte che ancora aspettano
le parole che avrebbero voluto sentire da bambini…
(kether)
lunedì 6 dicembre 2010
domenica 5 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.
Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza
arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.
Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,
lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.
Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.
Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.
(Gialal ad-Din Rumi)
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.
Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza
arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.
Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,
lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.
Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.
Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.
(Gialal ad-Din Rumi)
mercoledì 1 dicembre 2010
martedì 30 novembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
domenica 28 novembre 2010
giovedì 25 novembre 2010
martedì 23 novembre 2010
Prendete due decilitri di pazienza,
Una tazza di bontà,
Quattro cucchiai di buona volontà,
Un pizzico di speranza e una dose di buona fede.
Aggiungete due manciate di tolleranza.
Un pacco di prudenza,
Qualche filo di simpatia,
Una manciata di quella piccola pianta rara,
che si chiama umiltà,
E una grande quantità di buon umore.
Condite il tutto con molto buon senso,
lasciate cuocere a fuoco lento...
E avrete una buona giornata.
lunedì 22 novembre 2010
Nella vita c’è qualcosa di fastidioso, qualcosa contro cui non si può nulla: é impossibile smettere di pensare.
Quando ero piccola ci provavo tutte le sere, allungata sul letto, cercavo di fare il vuoto assoluto, scacciavo le idee una dopo l’altra, prima ancora che diventassero parole, le sterminavo alla radice, le annullavo all’ origine, ma m’imbattevo sempre nello stesso problema: pensare di smettere di pensare è ancora pensare.
E contro questo non si può fare nulla.
(Delphine de Vigan)
Quando ero piccola ci provavo tutte le sere, allungata sul letto, cercavo di fare il vuoto assoluto, scacciavo le idee una dopo l’altra, prima ancora che diventassero parole, le sterminavo alla radice, le annullavo all’ origine, ma m’imbattevo sempre nello stesso problema: pensare di smettere di pensare è ancora pensare.
E contro questo non si può fare nulla.
(Delphine de Vigan)
domenica 21 novembre 2010
Nella serietà non puoi mai essere libero; nella serietà sarai sempre perseguitato dall'ansia; nella serietà hai sempre paura che qualcosa possa andare storto.
Con me niente può andare storto perché non c'è niente che sia dritto.
Se c'è qualcosa di dritto, allora qualcosa può andare storto; se non c'è niente di dritto, niente può andare storto. Questo è il significato del concetto orientale di "leela", gioco.
Sei stato un po' troppo serio di recente, seriamente... è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno.
Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro.
(Osho)
Con me niente può andare storto perché non c'è niente che sia dritto.
Se c'è qualcosa di dritto, allora qualcosa può andare storto; se non c'è niente di dritto, niente può andare storto. Questo è il significato del concetto orientale di "leela", gioco.
Sei stato un po' troppo serio di recente, seriamente... è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno.
Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro.
(Osho)
venerdì 19 novembre 2010
Uno stregone africano conduce il suo apprendista nella foresta. Benché lui sia più vecchio, cammina con agilità, mentre il suo apprendista scivola e cade continuamente. L'apprendista impreca, si alza, sputa sul terreno infido, e continua a seguire il suo maestro. Dopo una lunga camminata, i due arrivano in un luogo sacro. Senza fermarsi, lo stregone fa mezzo giro e inizia il viaggio di ritorno.
"Oggi non mi avete insegnato niente", dice l'apprendista, facendo un altro capitombolo. "Invece sì, ma sembra che tu non apprenda", risponde lo stregone. "Sto tentando di insegnarti come affrontare gli errori della vita". "E come si affrontano?"
"Come dovresti fare con le tue cadute", risponde lo stregone. "Invece di startene lì a maledire il luogo dove sei caduto, dovresti scoprire cos'è che ti ha fatto scivolare".
(Coelho)
"Oggi non mi avete insegnato niente", dice l'apprendista, facendo un altro capitombolo. "Invece sì, ma sembra che tu non apprenda", risponde lo stregone. "Sto tentando di insegnarti come affrontare gli errori della vita". "E come si affrontano?"
"Come dovresti fare con le tue cadute", risponde lo stregone. "Invece di startene lì a maledire il luogo dove sei caduto, dovresti scoprire cos'è che ti ha fatto scivolare".
(Coelho)
mercoledì 17 novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
In principio Dio creò il cielo e la terra, almeno è quello che dicono.
Creò gli uccelli dell’aria, gli animali del campo e vide la sua creazione e disse “che era cosa buona”. E poi Dio creò l’uomo. E da allora è andata sempre peggio.
E quando l’uomo si trova nei guai, cioè quasi sempre, si rivolge a qualcosa di più grande di lui… All’amore, al destino o alla religione per poter dare un senso al tutto.
Ma alla fine della giornata, il fatto di stare vicini l’uno all’altro, malgrado le nostre differenze e malgrado le nostre convinzioni, è una ragione sufficiente per continuare a credere.
(Grey’s Anatomy)
Creò gli uccelli dell’aria, gli animali del campo e vide la sua creazione e disse “che era cosa buona”. E poi Dio creò l’uomo. E da allora è andata sempre peggio.
E quando l’uomo si trova nei guai, cioè quasi sempre, si rivolge a qualcosa di più grande di lui… All’amore, al destino o alla religione per poter dare un senso al tutto.
Ma alla fine della giornata, il fatto di stare vicini l’uno all’altro, malgrado le nostre differenze e malgrado le nostre convinzioni, è una ragione sufficiente per continuare a credere.
(Grey’s Anatomy)
venerdì 12 novembre 2010
giovedì 11 novembre 2010
martedì 9 novembre 2010
Accade spesso che qualunque cosa stiamo facendo – seduti, in cammino, in piedi oppure sdraiati – la mente è per lo più sconnessa dalla realtà immediata ed è invece assorta nella compulsiva concettualizzazione del futuro o del passato.
Mentre camminiamo, pensiamo ad arrivare e quando arriviamo, pensiamo ad andare.
Quando mangiamo, pensiamo a fare i piatti e quando facciamo i piatti, pensiamo a guardare la televisione.
Questo è un modo bizzarro di far funzionare una mente. Non siamo connessi con la situazione attuale, ma pensiamo sempre a qualcos’altro.
Troppo spesso ci consumiamo con l’ansia e i desideri, coi rimpianti del passato e con l’anticipazione del futuro, perdendo completamente la fragrante semplicità del momento presente.
(B. Alan Wallace )
Mentre camminiamo, pensiamo ad arrivare e quando arriviamo, pensiamo ad andare.
Quando mangiamo, pensiamo a fare i piatti e quando facciamo i piatti, pensiamo a guardare la televisione.
Questo è un modo bizzarro di far funzionare una mente. Non siamo connessi con la situazione attuale, ma pensiamo sempre a qualcos’altro.
Troppo spesso ci consumiamo con l’ansia e i desideri, coi rimpianti del passato e con l’anticipazione del futuro, perdendo completamente la fragrante semplicità del momento presente.
(B. Alan Wallace )
lunedì 8 novembre 2010
La risata di alcuni è così sonora che nessuno può spegnerla..
Cerca queste persone e godi insieme a loro del rivitalizzante cibo della gioia..
Continua la dieta di risate per un mese o due..
Mangia risate in compagnia di persone realmente gioiose..
Digeriscile completamente, masticando con impegno ogni risata
con i denti della tua attenzione...
(Yogananda)
Cerca queste persone e godi insieme a loro del rivitalizzante cibo della gioia..
Continua la dieta di risate per un mese o due..
Mangia risate in compagnia di persone realmente gioiose..
Digeriscile completamente, masticando con impegno ogni risata
con i denti della tua attenzione...
(Yogananda)
domenica 7 novembre 2010
giovedì 4 novembre 2010
Salvarsi la vita, non è solamente impedirsi di morire fisicamente, ma salvare la nostra persona da maltrattamenti morali, a volte anche da quelli fisici, anche se non si sa per quale motivo, si è dipendenti da questi comportamenti, come se fosse la giusta punizione per la nostra inadeguatezza, per il nostro valere nulla…e quindi dobbiamo pagare, “giustamente pagare”, non rendendoci conto che distruggiamo il nostro “io”…la nostra identità di persona.
(Fabio Volo)
(Fabio Volo)
mercoledì 3 novembre 2010
Il passato è più facile da leggere: uno si volta all’indietro e, potendo, dà un’occhiata.
E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli.
A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli.
Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram.
(Antonio Tabucchi)
E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli.
A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli.
Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram.
(Antonio Tabucchi)
lunedì 1 novembre 2010
VIVERE è, insieme, accumulo e perdita. Incontrarsi e dirsi addio. Volti, nomi, storie, sentimenti, persone. Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada; poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri; a volte si fermano, e rimangono lì, e ci guardano allontanarci e diventare sempre più piccoli, sempre più distanti, mentre proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta. Ma ci lasciano, tutti, qualcosa. Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre; ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell'assenza.L'assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell'ora più buia, nel giorno più difficile. L'assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno. L'assenza è un ricordo che a chiunque - ma non a te - parrà banale, è una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai più quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. E' una sera d'estate con le nuvole alte nel cielo, antichi re delle fiabe che partono per l'esilio; è una strada ripercorsa tante volte, è il Natale come lo aspettavano i bambini, un giardino misterioso come la giungla nera, un pomeriggio giocato all'ombra di un cortile, mitologia quotidiana, lessico familiare, epopea domestica.
L'assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c'è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli. E' l'amore che ti porti dentro, è quello che resta quando tutto finisce. Il rendiconto ultimo, il significato del vivere.
(Gabriele Ferraris)
lunedì 25 ottobre 2010
domenica 24 ottobre 2010
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.”
(Alessandro Baricco)
(Alessandro Baricco)
giovedì 21 ottobre 2010
mercoledì 20 ottobre 2010
La mente è l'artefice di tutte le cose. Voi dovete indurla a creare soltanto il bene. Se, con tutta la forza della volontà dinamica, vi concentrerete su un determinato pensiero, alla fine lo vedrete prendere una tangibile forma esteriore. Quando riuscirete a servirvi della volontà esclusivamente per scopi costruttivi diverrete padroni del vostro destino.
(Paramahansa Yogananda)
(Paramahansa Yogananda)
lunedì 18 ottobre 2010
domenica 17 ottobre 2010
Quando siamo arrabbiati possiamo avvertire il bisogno di comunicare ciò che sentiamo, ma il problema è come farlo. Buttare semplicemente addosso alla gente la nostra rabbia non è gentile né efficace. Forse si pensa: «Beh, sono così ottusi che ho bisogno di gridare per arrivare fino a loro».
Ma è difficile per le altre persone accogliere ciò che si dice loro se si urla, perché si alzano istintivamente gli scudi. Gli altri sono preda della reazione compulsiva che passa per le loro teste proprio come lo siamo noi della nostra rabbia. Se ci concediamo di calmarci prima di affrontare la situazione, possiamo lasciar andare la rabbia e l'atteggiamento difensivo.
Come tutti abbiamo sperimentato, non si riesce a pensare obiettivamente quando si è preda di una forte emozione. C'è bisogno di spazio per pensare con chiarezza, per vedere ciò che veramente ci disturba, per poi decidere che cosa veramente abbiamo bisogno di — o vogliamo — comunicare.
(Lama Palden)
Ma è difficile per le altre persone accogliere ciò che si dice loro se si urla, perché si alzano istintivamente gli scudi. Gli altri sono preda della reazione compulsiva che passa per le loro teste proprio come lo siamo noi della nostra rabbia. Se ci concediamo di calmarci prima di affrontare la situazione, possiamo lasciar andare la rabbia e l'atteggiamento difensivo.
Come tutti abbiamo sperimentato, non si riesce a pensare obiettivamente quando si è preda di una forte emozione. C'è bisogno di spazio per pensare con chiarezza, per vedere ciò che veramente ci disturba, per poi decidere che cosa veramente abbiamo bisogno di — o vogliamo — comunicare.
(Lama Palden)
giovedì 14 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
Per realizzare la propria vera natura non c'è alcuno sforzo speciale da fare. Tutti gli sforzi sono parte dell'attuale oscuramento della verità.
Una donna ha al collo una collana, ma si dimentica di averla e immagina d'averla persa. Così si mette febbrilmente a cercarla qua e là, dappertutto. Non trovandola, chiede a tutti i conoscenti se l'abbiano vista, finché un amico gentile non le indica il collo e le dice di toccare con mano lei stessa la collana che indossa. La donna obbedisce e trova la collana, provando un'immensa felicità. In seguito, quando incontra le altre persone che le chiedono se abbia ritrovato la collana, risponde di sì, e racconta di come avesse creduto d'averla perduta e invece l'abbia successivamente trovata. La felicità provata nel ritrovarsela al collo è pari alla felicità che avrebbe provato trovando un bene effettivamente perduto, ma, in effetti, non l'ha mai persa né recuperata. Tuttavia prima era disperata e adesso è felice.
La stessa cosa avviene con la realizzazione della propria vera natura.
(Ramana Maharshi)
Una donna ha al collo una collana, ma si dimentica di averla e immagina d'averla persa. Così si mette febbrilmente a cercarla qua e là, dappertutto. Non trovandola, chiede a tutti i conoscenti se l'abbiano vista, finché un amico gentile non le indica il collo e le dice di toccare con mano lei stessa la collana che indossa. La donna obbedisce e trova la collana, provando un'immensa felicità. In seguito, quando incontra le altre persone che le chiedono se abbia ritrovato la collana, risponde di sì, e racconta di come avesse creduto d'averla perduta e invece l'abbia successivamente trovata. La felicità provata nel ritrovarsela al collo è pari alla felicità che avrebbe provato trovando un bene effettivamente perduto, ma, in effetti, non l'ha mai persa né recuperata. Tuttavia prima era disperata e adesso è felice.
La stessa cosa avviene con la realizzazione della propria vera natura.
(Ramana Maharshi)
lunedì 4 ottobre 2010
domenica 3 ottobre 2010
martedì 28 settembre 2010
Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini: " Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino".
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
" Nessuno può cambiare il destino" disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
" No davvero " disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt'e due le facce.
(Storie Zen)
Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini: " Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino".
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
" Nessuno può cambiare il destino" disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
" No davvero " disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt'e due le facce.
(Storie Zen)
domenica 26 settembre 2010
Uno dei giovani che studiavano con Nasrudin volle sapere:“Qual è il più grande di tutti gli uomini: quello che ha conquistato un impero, quello che ha avuto tutte le possibilità di farlo, ma ha rinunciato al desiderio, oppure quello che ha impedito che un altro lo facesse?”
“Non ne ho la minima idea,” rispose il saggio sufi. “Ma conosco un compito molto più difficile di quelli che sono stati appena citati".
“E qual è?”
“Impedirvi di star lì ad analizzare ciò che gli altri hanno fatto, e insegnarvi a preoccuparvi di ciò che voi stessi potete fare.”
(Coelho)
“Non ne ho la minima idea,” rispose il saggio sufi. “Ma conosco un compito molto più difficile di quelli che sono stati appena citati".
“E qual è?”
“Impedirvi di star lì ad analizzare ciò che gli altri hanno fatto, e insegnarvi a preoccuparvi di ciò che voi stessi potete fare.”
(Coelho)
mercoledì 22 settembre 2010
"Un haiku giapponese ci ha fornito la chiave:
l'alunno mostra al maestro una poesia che recita così:
Una farfalla:
le strappo le ali
e guarda, un peperoncino!
La risposta del maestro non si fece attendere: "No, no; non è così, permettimi che corregga la tua poesia:
Un peperoncino:
gli metto le ali
e guarda, una farfalla!.
La lezione è chiara: l'atto poetico deve sempre essere positivo, cercare la costruzione, non la distruzione..."
(Alejandro Jodorowsky)
l'alunno mostra al maestro una poesia che recita così:
Una farfalla:
le strappo le ali
e guarda, un peperoncino!
La risposta del maestro non si fece attendere: "No, no; non è così, permettimi che corregga la tua poesia:
Un peperoncino:
gli metto le ali
e guarda, una farfalla!.
La lezione è chiara: l'atto poetico deve sempre essere positivo, cercare la costruzione, non la distruzione..."
(Alejandro Jodorowsky)
lunedì 20 settembre 2010
Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca.La tua scrittura è latina, e i tuoi numeri arabi.
La tua auto è giapponese. Il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiiana.
Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero. (Anonimo)
domenica 19 settembre 2010
giovedì 16 settembre 2010
Un giorno l’allievo andò dal maestro e gli chiese
” Maestro come faccio a sapere se sono felice?”
Il Maestro sorrise e gli rispose ”Devi fare il test della felicità!”
”Maestro non ce ne ha mai parlato! In cosa consiste il test della felicità?”
”Devi rispondere ad una serie di domande. La prima e più importante è:
Sei la persona che hai sempre voluto essere? Se la risposta è si, sei molto vicino alla felicità.”
” E poi che altro?” chiese l’allievo.
” Sei nel posto dove vorresti essere? Se la risposta é si, sei ancora più vicino alla felicità.”
”E poi? e poi?”
” Sei con la persona con cui sogni di essere? Se si, sei ancora più vicino alla felicità.”
”Ho capito Maestro, c’ é dell’altro?” chiese l’allievo.
” Se tu avessi capito” rispose il Maestro ” non faresti più domande a me, ma cominceresti a farle a te stesso! ”
(Danilo Rubello Balbinot)
” Maestro come faccio a sapere se sono felice?”
Il Maestro sorrise e gli rispose ”Devi fare il test della felicità!”
”Maestro non ce ne ha mai parlato! In cosa consiste il test della felicità?”
”Devi rispondere ad una serie di domande. La prima e più importante è:
Sei la persona che hai sempre voluto essere? Se la risposta è si, sei molto vicino alla felicità.”
” E poi che altro?” chiese l’allievo.
” Sei nel posto dove vorresti essere? Se la risposta é si, sei ancora più vicino alla felicità.”
”E poi? e poi?”
” Sei con la persona con cui sogni di essere? Se si, sei ancora più vicino alla felicità.”
”Ho capito Maestro, c’ é dell’altro?” chiese l’allievo.
” Se tu avessi capito” rispose il Maestro ” non faresti più domande a me, ma cominceresti a farle a te stesso! ”
(Danilo Rubello Balbinot)
mercoledì 15 settembre 2010
lunedì 13 settembre 2010
"Tutti i maestri dicono che il tesoro spirituale è una scoperta solitaria. Perché, allora, stiamo insieme?" domandò uno dei discepoli al maestro sufi Nasrudin.
"Voi state insieme perché un bosco è sempre più forte di un albero solitario," rispose Nasrudin. "Il bosco mantiene l'umidità dell'aria, resiste meglio a una tempesta, aiuta il suolo a essere fertile."
"Ma ciò che rende forte un albero è la sua radice. E la radice di una pianta non può aiutare nessun'altra pianta a crescere."
"Stare insieme nello stesso proposito, e lasciare che ciascuno cresca alla propria maniera, è questo il cammino di coloro che desiderano comunicare con Dio."
(Coelho)
"Voi state insieme perché un bosco è sempre più forte di un albero solitario," rispose Nasrudin. "Il bosco mantiene l'umidità dell'aria, resiste meglio a una tempesta, aiuta il suolo a essere fertile."
"Ma ciò che rende forte un albero è la sua radice. E la radice di una pianta non può aiutare nessun'altra pianta a crescere."
"Stare insieme nello stesso proposito, e lasciare che ciascuno cresca alla propria maniera, è questo il cammino di coloro che desiderano comunicare con Dio."
(Coelho)
domenica 12 settembre 2010
giovedì 9 settembre 2010
"Avrei potuto": non riusciremo mai a comprendere il significato di questa frase.
Perché in ogni momento della nostra vita ci sono cose che sarebbero potute accadere, ma che alla fine non sono avvenute. Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all'improvviso, la mano del destino muta il nostro universo.
(Paulo Coelho)
Perché in ogni momento della nostra vita ci sono cose che sarebbero potute accadere, ma che alla fine non sono avvenute. Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all'improvviso, la mano del destino muta il nostro universo.
(Paulo Coelho)
martedì 7 settembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
“Devo imparare a voler bene allo stupido che è in me: quello che è troppo sensibile, che parla troppo, corre troppi rischi, qualche volta vince e troppo spesso perde, che non ha autocontrollo, che ama e odia, fa male e si fa male, promette e non mantiene le promesse, ride e piange.
Solo lui mi protegge da quel tiranno autoritario e sempre troppo equilibrato che vive in me e che, se non fosse per il mio lato stupido, mi ruberebbe la vitalità, l’umiltà e la dignità.”
(Theodore Rubin)
Solo lui mi protegge da quel tiranno autoritario e sempre troppo equilibrato che vive in me e che, se non fosse per il mio lato stupido, mi ruberebbe la vitalità, l’umiltà e la dignità.”
(Theodore Rubin)
domenica 5 settembre 2010
Un giorno il Buddha sollevò un fiore davanti a un pubblico di 1.250 monaci e monache. Non disse nulla per un periodo di tempo abbastanza lungo.
Tutti stavano perfettamente in silenzio e sembravano pensare intensamente, sforzandosi di vedere il significato dietro il gesto del Buddha.
Allora, improvvisamente, il Buddha sorrise. Sorrise perché qualcuno nel pubblico sorrise a lui e al fiore... Per me il significato di questo koan è abbastanza semplice.
Quando qualcuno prende un fiore e ve lo mostra, è perché desidera che lo vediate. Se continuate a pensare, vi perdete il fiore. La persona che non stava pensando, che era semplicemente se stessa, era in condizione di conoscere il fiore in profondità, perciò sorrise.
Questo è il problema della vita: se non siamo completamente noi stessi, realmente nel momento presente, perdiamo tutto.
(Thich Nhat Hanh)
Tutti stavano perfettamente in silenzio e sembravano pensare intensamente, sforzandosi di vedere il significato dietro il gesto del Buddha.
Allora, improvvisamente, il Buddha sorrise. Sorrise perché qualcuno nel pubblico sorrise a lui e al fiore... Per me il significato di questo koan è abbastanza semplice.
Quando qualcuno prende un fiore e ve lo mostra, è perché desidera che lo vediate. Se continuate a pensare, vi perdete il fiore. La persona che non stava pensando, che era semplicemente se stessa, era in condizione di conoscere il fiore in profondità, perciò sorrise.
Questo è il problema della vita: se non siamo completamente noi stessi, realmente nel momento presente, perdiamo tutto.
(Thich Nhat Hanh)
mercoledì 1 settembre 2010
martedì 31 agosto 2010
domenica 29 agosto 2010
mercoledì 25 agosto 2010
“Mi guadagno da vivere indovinando il futuro per gli altri,” aveva soggiunto [l'indovino]. “Conosco la scienza delle bacchette e so come usarle per penetrare nello spazio in cui tutto è già scritto. Posso leggervi il passato, scoprire quanto ormai è dimenticato e capire i segnali del presente. Quando qualcuno mi consulta, io non leggo il futuro: indovino il futuro. Perché il futuro appartiene a Dio, ed egli lo rivela solo in circostanze straordinarie. E come riesco a indovinare il futuro? Dai segnali del presente. Il segreto risiede solo nel presente. Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore”.
(Coelho)
(Coelho)
martedì 24 agosto 2010
Per alcuni il compito di tornare all'oggetto mille o diecimila volte durante la meditazione può sembrare noioso o, anche, di dubbia importanza. Ma quante volte siamo andati lontano dalla realtà della nostra vita? Forse un milione o dieci milioni di volte! Se vogliamo risvegliarci, dobbiamo trovare la via del ritorno qui, con tutto il nostro essere, con la nostra piena attenzione. Così la meditazione è in un certo qual modo molto simile all'addestramento di un cucciolo. Metti giù il cucciolo e gli dici: «Resta!». Ma Il cucciolo ti ascolta? No. Si alza e va via. Lo fai sedere di nuovo: «Resta!». E il cucciolo scappa di nuovo, ripetutamente. Talvolta il cucciolo salta, corre a rotta di collo, fa la pipì in un angolo o combina qualche altro pasticcio. Le nostre menti sono più o meno come il cucciolo, solo che fanno ancora più danni. Nell'addestramento della mente, come in quello del cucciolo, dobbiamo ripetutamente ricominciare più volte da capo.
(Jack Kornfield)
(Jack Kornfield)
domenica 22 agosto 2010
L’Australia è, essenzialmente, un vasto deserto centrale, con delle città sulla costa. Sebbene l’uomo bianco abbia incontrato difficoltà nell’esplorare l’interno del paese, le tribù primitive, gli aborigeni, sono sempre riuscite ad attraversare l’intero paese.
"Siamo un popolo che crede nei sogni", racconta Sam Watson, un aborigeno. “Gli anziani di certe tribù si riuniscono tutte le mattine e discutono di ciò che hanno sognato la notte precedente. Solo allora decidono qual è il cammino migliore da percorrere quel giorno”.
"Noi non restiamo mai senza acqua o cibo. Grazie ai sogni dei nostri stregoni, riusciamo ad ottenere le stesse informazioni che l’uomo bianco ottiene con i suoi satelliti e le sue complesse strumentazioni di misurazione geologica".
(Coelho)
"Siamo un popolo che crede nei sogni", racconta Sam Watson, un aborigeno. “Gli anziani di certe tribù si riuniscono tutte le mattine e discutono di ciò che hanno sognato la notte precedente. Solo allora decidono qual è il cammino migliore da percorrere quel giorno”.
"Noi non restiamo mai senza acqua o cibo. Grazie ai sogni dei nostri stregoni, riusciamo ad ottenere le stesse informazioni che l’uomo bianco ottiene con i suoi satelliti e le sue complesse strumentazioni di misurazione geologica".
(Coelho)
giovedì 15 luglio 2010
mercoledì 14 luglio 2010
lunedì 12 luglio 2010
Puoi sempre scegliere
se cavalcare l'onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere
se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere
se criticare o essere d'esempio;
puoi sempre scegliere
se lamentarti o impegnarti;
puoi sempre scegliere
se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere
se sorridere o giudicare,
puoi sempre scegliere,
se essere gentile o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.
(Danilo Rubello Balbinot)
se cavalcare l'onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere
se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere
se criticare o essere d'esempio;
puoi sempre scegliere
se lamentarti o impegnarti;
puoi sempre scegliere
se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere
se sorridere o giudicare,
puoi sempre scegliere,
se essere gentile o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.
(Danilo Rubello Balbinot)
giovedì 8 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
venerdì 2 luglio 2010
... E quando dico "lavoro" non penso ad una fatica, ad un supplizio che uno deve sopportare dalla mattina alla sera per rendersi indipendente dal punto di vista economico, ma ad una opportunità che dio ci ha offerto per dare più senso alla nostra esistenza.
Ricordatevi quello che vi dico: - una cosa e' "fare" il tabaccaio, e una cosa e' "essere" tabaccaio.
(Luciano De Crescenzo)
Ricordatevi quello che vi dico: - una cosa e' "fare" il tabaccaio, e una cosa e' "essere" tabaccaio.
(Luciano De Crescenzo)
mercoledì 30 giugno 2010
domenica 27 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo,
bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)
bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)
lunedì 21 giugno 2010
martedì 15 giugno 2010
La felicità e il dolore dipendono dalla nostra mente, non dalle cose esteriori.
Il paradiso e l'inferno sono qui, su questa terra.
Se comprendiamo il ruolo e l'utilità di ogni cosa materiale nella nostra vita e viviamo in conformità a ciò, allora non ci sarà causa di dolore.
[Mata Amritanandamayi Devi “Amma”]
Il paradiso e l'inferno sono qui, su questa terra.
Se comprendiamo il ruolo e l'utilità di ogni cosa materiale nella nostra vita e viviamo in conformità a ciò, allora non ci sarà causa di dolore.
[Mata Amritanandamayi Devi “Amma”]
venerdì 11 giugno 2010
Un giorno Socrate fu avvicinato da un uomo che gli disse:
ascolta, ti devo raccontare qualcosa d'importante sul tuo amico...
Aspetta un pò, lo interruppe il saggio. Hai già passato attraverso i tre setacci ciò che mi vuoi raccontare?
Quali tre setacci?
Ascoltami bene: il primo setaccio è quello della verità.
Sei convinto che tutto quello che mi dici sia vero?
In effetti no: l'ho solo sentito raccontare da altri...
Ma allora: l'hai passato almeno al secondo setaccio, quello della bontà ?
'uomo arrossì e rispose: Devo confessarti di no.
E hai pensato al terzo setaccio? Ti sei chiesto a che serva raccontarmi queste cose sul mio amico? Se serva a qualcosa...? Beh, veramente no.
Vedi? continuò il saggio, se ciò che mi vuoi raccontare non è vero, né buono, né utile, allora sarà meglio che tu lo tenga per te.
(Socrate)
Aspetta un pò, lo interruppe il saggio. Hai già passato attraverso i tre setacci ciò che mi vuoi raccontare?
Quali tre setacci?
Ascoltami bene: il primo setaccio è quello della verità.
Sei convinto che tutto quello che mi dici sia vero?
In effetti no: l'ho solo sentito raccontare da altri...
Ma allora: l'hai passato almeno al secondo setaccio, quello della bontà ?
'uomo arrossì e rispose: Devo confessarti di no.
E hai pensato al terzo setaccio? Ti sei chiesto a che serva raccontarmi queste cose sul mio amico? Se serva a qualcosa...? Beh, veramente no.
Vedi? continuò il saggio, se ciò che mi vuoi raccontare non è vero, né buono, né utile, allora sarà meglio che tu lo tenga per te.
(Socrate)
mercoledì 9 giugno 2010
"Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile.
Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse.
"Spacco pietre" rispose il primo.
"Mi guadagno da vivere" rispose il secondo.
"Partecipo alla costruzione di una cattedrale" disse il terzo."
(Peter Schultz)
Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse.
"Spacco pietre" rispose il primo.
"Mi guadagno da vivere" rispose il secondo.
"Partecipo alla costruzione di una cattedrale" disse il terzo."
(Peter Schultz)
martedì 8 giugno 2010
Che ne abbiamo o meno coscienza, ognuno di noi è indebitato per l'eternità.
Siamo i debitori di uomini e di donne conosciuti e sconosciuti.
Non possiamo finire la colazione, senza esserci fatti dipendenti da più della metà del mondo..
La mattina, andiamo al bagno dove impugniamo una spugna, che ci procura un insulare del Pacifico. Usiamo un sapone fatto da un Francese.
L'asciugamani ci viene da un Turco.
Sul tavolo, beviamo un caffè prodotto da un Sud-americano, del tè da un Cinese o del cacao da un Africano.
... Siamo obbligati presso più della metà del mondo.
In un senso molto reale, ogni vita sta in interrelazione con gli altri, tutti gli uomini sono afferrati da una rete inevitabile di reciprocità, travolti in un destino comune.
Tutto ciò che tocca direttamente l'uno, indirettamente si imprime su tutti gli altri.
(Martin Luther King Jr)
Siamo i debitori di uomini e di donne conosciuti e sconosciuti.
Non possiamo finire la colazione, senza esserci fatti dipendenti da più della metà del mondo..
La mattina, andiamo al bagno dove impugniamo una spugna, che ci procura un insulare del Pacifico. Usiamo un sapone fatto da un Francese.
L'asciugamani ci viene da un Turco.
Sul tavolo, beviamo un caffè prodotto da un Sud-americano, del tè da un Cinese o del cacao da un Africano.
... Siamo obbligati presso più della metà del mondo.
In un senso molto reale, ogni vita sta in interrelazione con gli altri, tutti gli uomini sono afferrati da una rete inevitabile di reciprocità, travolti in un destino comune.
Tutto ciò che tocca direttamente l'uno, indirettamente si imprime su tutti gli altri.
(Martin Luther King Jr)
lunedì 7 giugno 2010
Di notte, a luce spenta, fare il punto.Ricapitolare. Fare chiarezza.
Passare in rassegna lentamente le azioni
compiute e considerare la loro effettiva
necessità. Potare i rami secchi.
Lavare via le impurità.
Ricondurre tutte le forze alle azioni
necessarie in vista di ciò che vogliamo
si realizzi.
In quel momento non si odono voci,
né squilli. Nessuna presenza dall'esterno.
In quel momento possono aversi rivelazioni
dall'interno. Pensieri sopiti possono
affiorare e nuove idee nascere.
Fra il sonno e la veglia c'è un
momento di lucidità estrema in
cui possiamo dare una risposta
alle nostre interrogazioni.
Cosa stiamo cercando?
Essere più chiari con se stessi.
Terminare ogni attività superflua
e priva di prospettive.
(Miao Yin)
domenica 6 giugno 2010
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